MIBAC - Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici Lombardia

A Sciesopoli un binario riporta la memoria alla Shoah

Sciesopoli - Segretariato Regionale Mibact per la Lombardia

gennaio, 2016 - Giornata della memoria 2016

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A Selvino, centro montano in provincia di Bergamo, venne inaugurata nel 1933 una colonia dedicata all'eroe del Risorgimento Amatore Sciesa, dal quale prese il nome di “Sciesopoli”. Il progetto si deve a Paolo Vietti Violi (1882-1965), importante architetto dell'epoca, già autore dell'Ippodromo e del Palazzo dello Sport di Milano. L'Istituto Luce presentò il nuovo edificio come un'opera “per i bimbi del popolo”, a dimostrazione della valenza attribuita dal regime a questa realizzazione. Il complesso era caratterizzato da un un sobrio disegno “razionalista” e dall'uso di elementi simbolici, come le bandiere collocate su tutti gli angoli dei quattro padiglioni e sul cancello di ingresso al giardino, definito da quattro pilastri in forma di fasci littori. Il paradosso della storia è che un luogo pensato per formare agli ideali fascisti i giovani balilla e gli avanguardisti, divenne nell'immediato dopoguerra uno dei più importanti centri in Italia di raccolta di bambini e ragazzi sopravvissuti alla Shoah.

Subito dopo la Liberazione il complesso venne affidato dal C.L.N. al biologo Luigi Gorini, socialista attivo nella Resistenza, che accolse la richiesta del presidente della Comunità Ebraica di Milano, Raffaele Cantoni, e di due ufficiali della Compagnia “Solel Boneh” dell'Esercito Britannico, Moshe Ze'iri e Teddy Beery, di utilizzare Sciesopoli come luogo di transito per i bambini e i ragazzi ebrei scampati alle persecuzioni, che avevano esigenze specifiche rispetto agli adulti. A partire dal 20 settembre 1945, grazie all'aiuto delle organizzazioni “Gordonia”, Alyat Hanoar, Joint (American Jewish Joint Distribution Commitee), alla Brigata Ebraica e alla Comunità Ebraica milanese, la colonia divenne il luogo di ritorno alla vita degli orfani sopravvissuti al nazismo e al fascismo. In totale furono circa 800 i bambini e ragazzi ebrei che, fino al 1948, passarono per Selvino prima della difficile e avventurosa emigrazione verso la Palestina sotto mandato britannico.

I giovani profughi trovarono a Selvino “un paradiso a lungo sognato, un castello da fiaba e a fatica si rendono conto di essere liberi, rinati a nuova vita”, (come ha scritto Aharon Megged nel 1985 nel suo The Story of the Selvino Children: Journey to the Promised Land).

Moshe Ze'iri, che assunse il ruolo di direttore del centro di accoglienza, realizzò qui una sorta di “repubblica di bambini”, quasi una prefigurazione dei kibbutz che molti dei ragazzi ospitati a Selvino fonderanno nel futuro stato di Israele.

Uno di loro ha così ricordato questa esperienza: “mi sono chiesto più di una volta perché Sciesopoli sia rimasta così profondamente impressa nella nostra memoria. Forse perché era un posto così isolato, tagliato fuori dal mondo, fra le montagne? No, è perché quella casa aveva accolto bambini così isolati, così tagliati fuori dal mondo! Bisogna considerare in quali condizioni fisiche e spirituali ci trovavamo quando giungemmo a Selvino. Non avevamo quasi coscienza della nostra condizione di ebrei, la vergogna e il marchio d'infamia che alcuni di noi avevano impresso sul braccio da parte di coloro che ci odiavano era tutto quello che testimoniava le nostre origini. Eravamo estranei e distanti dal nostro paese ... non dimenticherò mai i soldati che, venendo a parlare con noi, ci resero orgogliosi di essere ebrei. Le parole non possono esprimere la loro dedizione ... ci riavvicinarono a noi stessi, al nostro retaggio” (Megged, 1997).

La vicenda della Sciesopoli ebraica è considerata dagli storici della Shoah come una delle più importanti esperienze avvenute in Italia, insieme al campo di Bolzano-Gries, al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, al Campo di Fossoli, alla Risiera di San Sabba di Trieste e al Campo di Ferramonti di Tarsia.

Nel 1976 Luigi Gorini e la moglie Anna Maria Torriani hanno ricevuto un riconoscimento da parte dello Yad Vashem di Gerusalemme per il loro aiuto a favore dei giovani profughi. Nel 1983 un gruppo di sessantasei ebrei ospitati a Sciesopoli ha fatto ritorno a Selvino, dove sono stati accolti dal Sindaco Vinicio Grigis, ed è stata posta una targa ricordo sul cancello di ingresso alla colonia. Lo scorso settembre l'Amministrazione Comunale e il Comitato “Perché duri la memoria” hanno celebrato il settantesimo anniversario, alla presenza dei bambini ancora vivi e dei loro eredi.

Nel corso del 2015 la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Milano ha riconosciuto l'importanza di questa pagina di storia del Novecento avviando il procedimento di “dichiarazione dell'interesse culturale” di Sciesopoli, che si è concluso con il Decreto di tutela emanato dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia del 25 novembre.

 

L'auspicio è che questo provvedimento, grazie anche ai benefici fiscali e normativi connessi alla tutela ministeriale e alla collaborazione del Comune di Selvino e di Regione Lombardia, possa favorire l'avvio del restauro dell'ex colonia - dismessa da quasi trent'anni - nel rispetto delle sue qualità architettoniche e del significato testimoniale legato alla Shoah.

 

Durante la Giornata della Memoria, mercoledì 27 gennaio, Sciesopoli sarà visitabile dalle ore 10.30 alle 16.30 (http://www.comunediselvino.it/). Per l'occasione è stata realizzata l'istallazione “Relitti” ideata da Ivano Parolini.

 

Per conoscere più in dettaglio la storia di Sciesopoli si rimanda al sito internet curato da Bernardino Pasinelli: www.sciesopoli.com

 

La documentazione relativa al progetto di Paolo Vietti Violi e agli atti amministrativi della colonia è conservata presso l'Archivio dell'Istituto Assistenza Minori e Anziani di Milano, che si ringrazia per averne concesso la consultazione.

 

 

 

 

www.sciesopoli.com